La realtà supera l’immaginazione: storia di 1^ agosto da leggenda

I sogni son desideri di felicità… se hai fede chissà che un giorno la sorte non ti arriderà… tu sogna e spera fermamente.. ed il sogno realtà diverrà” .

Per iniziare questa pagina di storia dell’atletica non potevo non scomodare una delle frasi più celebri fra tutte le favole . Credo di non esagerare nel dire che ogni appassionato di atletica  ( e non solo) domenica abbia passato un pomeriggio senza credere di trovarsi al di fuori della realtà, fluttuando con la mente oltre i sogni più reconditi; al di là della più fervida immaginazione. Tutti noi, nel mondo reale, speravamo in un bronzo di Gimbo ed in una finale per Marcell ma quello che è successo nel primo pomeriggio italiano ci ha lettaralmente sollevato dalla realtà ricordando che i sogni esistono e possono essere anche più belli di come ce li si può immaginare. E’ stato difficile non commuoversi nel vedere il gesso di Giammarco Tamberi con la scritta “Road to Tokyo”  alzato in cielo perchè in quell’istante  ho visto le difficoltà di ogni atleta cresciuto nel recinto di casa nostra:  le ernie di Massilimiano Dimauro i dolori di DAvide Papa le paure di Simone Soncina ed Anna CAstellani, l’insonnia di Andrea Lanfredi, le caviglie di Corselli Lorenzo e Pietro Facchin gli infortuni di Gabriele Sorrentino ed Holyn Forson  tutti spazzati via come se quell’oro olimpico possa avere la forza di dimostrare a tutti che: CE LA SI PUO FARE SEMPRE.   E, quando tutto sembra perduto, restano sempre e comunque gli amici del campo, si proprio loro sono capaci di sollevarti quando il mondo sembra crollarti addosso per poi esserci sempre l’uno per l’altro sognando magari un giorno si scambiarvi anche voi una medaglia sul podio  come fosse quello olimpico  in segno di riconoscenza reciproca quasi a voler dire ” se sono arrivato fin è anche merito tuo”.   Grazie Gimbo per averci fatto sognare dei tuoi stessi sogni cosi che tutti possano trovarne la giusta ispirazione.

E se d’ispirazione vogliamo parlare ecco che la volata di Marcel Jacobs scorre negli occhi più veloce delle dita sulla tastiera . Non ci sono parole per descrivere l’impresa leggendaria e l’emozione che neppure dieci mondiali di calcio vinti potranno mai egugliare. Marcel proprio il Marcel che noi tutti abbiamo visto almeno una volta nei campi bresciani ci ha regalato una gioia indescrivibile trasformando l”essere italiano in un pregio e non una condanna nella dura legge della velocità olimpica. Ed allora ecco i nostri Pietro MIlzani Baccinelli nicola Bordiga Andrea Facchin Stefano ma come non potrei non citare Cucchi Nicole Boifava Alessia Coponi Michael Mongelli Simone Mazzotti Dafne e Marrale Jacopo che da oggi devono credere un po di più ai loro sogni poichè alcuni di questi sono nati dalla stessa aria del lago di Garda che in mille occasioni abbiamo respirato al campo “Tre Stelle” o per una semplice passeggiata con gli amici al chiaro di luna.

Quattro anni fa, in occasione dell’ultima esplosione della supernova Bolt scrissi di come disperatamente cercavamo ” un pò di azzurro nel firmamento dell’atletica mondiale”…bè ora abbiamo due stelle polari che ci guidano ed una si è alzata praticamente dal giardino di casa nostra . Forza ragazzi … seguitene la scia che in fondo , come disse Eleonor Roosvelt:    “il mondo appartiene a chi crede nella bellezza dei propri sogni”!!!

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