Che sarebbero stati i Mondiali delle stelle cadenti lo si annusava nell’aria già da qualche settimana: cadono le stelle nel cielo di Londra a partire dalla piu bella e splendente dell’ultimo decennio: uno Usain Bolt che si illude di tramontare con un bronzo al collo ignaro che quei 100 metri sarebbero stati solo il preludio di un tracollo consumato nella staffetta 4×100 come neppure il migliore (o il peggiore) dei drammaturghi gli avrebbe potuto riservare. Cade la supernova Bolt portando con se uno sciame di campioni. Ecco i 200mt, ormai terra di nessuno, dove si spengono anche gli astri nascenti africani in uno scontro tra titani ammorbati da misteriosi virus o da perverse combinazioni tra turni e finali lasciando lo scettro in balia di un turco che corre da una vita ma che nessuno conosce. Cadono le stelle anche nel giro della morte al femminile dovè il “lato oscuro della forza” blocca la favoritissima bahamense a 30 metri dal traguardo…Guardi il cielo londinese ed in ogni angolo mostra spettacoli di stelle cadenti; non si salvano neppure gli 800mt dove i protagonisti africani che 4 anni fa avevo scalfito il firmamento del doppio giro di pista oggi non riescono a brillare spegnendosi sulla retta finale sotto i colpi di un Bosse francese. Cade la stella piu inglese di tutte: quel Mo Farah che dopo 10 anni di splendore lascia spazio alla corazzata etiope nei 5000mt proprio alla fine di un percorso tanto splendido e luminoso quasi parallelo al fulimine della velocità giamaicana. Non fai a tempo a volgere lo sguardo altrove che Cadono anche le stelle keniane delle siepi capaci addirittura di sbagliare strada in quella gara che da sempre gli appartiene e che da oggi è nelle mani di due belle Barbie bionde americane! L’effetto domino della stella di Usain è continuato di sera in sera è cosi anche tra gli ostacoli alti succede l’incredibile verita di una primatista del mondo che neppure riesce a salire sul podio cosi come nei 400hs dove le stelle americane lasciano spazio ad un vichingo norvegese capace di brillare anche in una notte da lupi con pioggia torrenziale. Le stelle cadono ma lo spettacolo è splendido nel teatro londinese anche per i concorsi dove pullulano astri dalla sigla “ANA” quasi gli fosse permesso di rimanere in cielo ma …” a luci spente”. Ed ecco allora che la siria sale sul podio del salto in alto , nel lungo 6 cm fanno la differenza tra il lucciare dell’oro e la nullità del 4° posto mentre venezuela e colombia si contendono lo scettro del salto triplo al femminile. Lo spettacolo delle perseidi volge al termine ed allora arrivano le staffette a lasciare la loro ultima scia. Osservi le “stars made in USA” ed ecco uno show che non ti aspetti dove neppure l’esplosione della supernova Bolt gli permette di tornare a brillare fagocitati dal quartetto del regno unito nella 4×100 e da due isole caraibiche chiamate Trindad and Tobago nella 4×400. Dallo stadio londinese si vedono stelle cadenti in ogni direzione del mondo seguite da tanti piccoli astri nascenti che da ogni dove cercano di raccoglierne un immensa erdita ma in tutto questo vi domanderete….e l’Italia? noi sembriamo Plutone sprofondato ai margini della galassia….se si guarda in direzione dell nostro “stivale” il cielo è buio pesto, sembra quasi non succeda niente: ne stelle ne astri se non un martellista capace di spezzare rubriche del telefono a mani nude un maratoneta che fa lo sprinter per il sesto posto ed una marciatrice da harakiri che quasi rinuncia alla medaglia piu pregiata…eh già… sopra il nostro cielo sembra esserci solo un sistema con una federazione a capo che assomiglia piu ad una grossa nube di grandi pensatori che pensano pensano angoli di uscita degli attrezzi e gradi di stacco nei salti; fanno solo un gran vociare ma non premettono di guardare oltre il proprio naso tanto da capire se qualche stella ce l’abbiamo pure noi…
Ed allora, dopo avere visto tutte queste stelle cadenti di caratura mondiale non ci resta che esprimere tanti desideri e sperare, sperare nei nostri ragazzi… proprio voi che oggi avete dai 15 ai 20 anni che correte sulle piste piste provinciali o regionali….correte, saltate, lanciate ma soprattutto crede a cio che fate!… chissà che nelle sere di mezza estate degli anni futuri, quando staremo di nuovo con il naso all’insù a contemplare lo spettacolo delle Perseidi dell’atletica mondiale non possano esserci altre stelle nate proprio nei recinti delle nostre società a completare il firmamento cosi da rendere il cielo un po piu azzuro di quel che oggi appare…