La dura legge del coronavirus

Quest’oggi, a malincuore, in accordo con il nostro presidente (ndr Enrico Romano) abbiamo deciso di richiudere l’impianto di via Milano (Rezzato). Pur non essendoci un divieto vero e proprio imposto dalle amministrazioni l’impennata di contagi degli ultimi giorni lo impone come dovere civico.  In risposta ai musi lunghi ed a tutti coloro che possono pensare che questa scelta sia “esagerata” , che tanto “al campo mica siamo in palestra”  vi posso rispondere  in qualità di  ex atleta ed allenatore: Credetemi  pesa tantissimo questa scelta!  So perfettamente come sia logorante perdere settimane di allenamento, soprattutto nel mese di marzo in vista della stagione estiva per un motivo che ai giovani atleti possa apparire “microscopico” .  Ma in qualità di medico pneumologo che da giorni vive dalla mattina alla sera in prima linea tra le mura dell’ospedale vi garantisco che il motivo è “enorme”…l All’ospedale civile non esitono piu i reparti di medicina chirurgia pneumologia ed infettivi bensì il reparto covid A covid B covid C covid D…l’ultimo turno di notte mi sono trovato difronte più di 30 pazienti molti di loro 60enni;; persone  senza malattie pregresse che magari fino a qualche settimana fa erano proprio dei “master 60″ o addirittura M55”  tutti con grave insufficienza respiratoria , gente che sta davvero molto male con febbre alta e senza la possibilità di poterli inviare in rianimazione!  L’ospedale Civile, uno dei più grandi d’Italia è letteralmente al collasso e per quanto lo sforzo si possa percepire negli occhi e negli sguardi di tutti i sanitari mi risulta davvero impossibile immaginare che possa reggere oltre. Se un grosso ‘augurio va a tutti gli atleti “over 35” sperando di non trovarmeli mai difronte in un letto d’ospedale questo messaggio è rivolto soprattutto ai giovani. Dagli esordienti alle promesse siete proprio voi quelli in grado di contenere il contagio. Questo è un virus subdolo.. si trasmette quasi asintomatico nei giovani lasciandovi liberi di scorrazzare, si camuffa dietro un bacio un abbraccio o una stretta di mano  per poi dare il meglio di se sfogando tutta la sua virulenza nei vostri genitori o peggio ancora i vostri nonni. Senza scuola e senza campo d’allenamento mi rendo conto che ammazzare la noia non sarà facile  ma niente campo non significa niente atletica! Continuate ad uscire a correre in campagna o  in zone tranquille: il virus non diffonde nell’aria ma solo tramite droplets (le involontarie goccioline di saliva che si emettono nel parlare …o nel correre). Fatelo da soli o con uno o due compagni  al massimo ricordandovi di correre tenendo almeno  due metri di distanza e meglio di fianco che non in fila indiana. Improvvisate pure circuiti di forza in casa ma ricordate di lavarvi sempre le mani bene per almeno per 30 secondi (…30 secondi sono un’infinità ma servono tutti per lavarle bene soprattutto prima di mangiare) è ormai assodato che si trasmette anche con feci ed urine e più in generale con il contatto per cui è sacrosanto che VI LAVIATE LE MANI SPESSO ED ALUNGO PERCHE OGNI RAGAZZO CHE SE NE FREGA METTE A RISCHIO LA VITA DEI PROPRI PARENTI . Ricordate inoltre un altro aspetto non indifferente : NESSUN RAGAZZO DEVE SENTIRSI IN VACANZA  E LA NOIA NON VI FACCIA VENIRE IN MENTE IDEE STUPIDE O PERICOLOSE , niente di niente che possa mettere voi o i vostri amici o familiari in condizione di dover ricorrere all’ospedale che in questo momento non è in grado di garantire a tutti la dovuta assistenza.  Queste possono sembrare parole forti o minacciose ma purtroppo viviamo in uno stato in cui la sera stessa in cui si impone il divieto di uscire dalla Lombardia centinaia di persone assaltano i treni per andare altrove….non sentitevi immuni sia che siate il più forte o il più scarso dei nostri atleti nessuno puo sapere come reagirà il vostro sistema immunitario ma proprio come in una gara tattica, proprio quando ti resta l’ultimo salto o lancio per giocarti il titolo non vince solo il più forte ma anche il più intelligente e domani, quando tornerò al lavoro per altre 12 ore in trincea ve ne sarò riconoscente.

Federico Quadri:

MEDICO PNEUMOLOGO,TECNICO  ED EX ATLETA

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